Il nostro cervello viene stimolato in continuazione anche dalle caratteristiche dello spazio che ci circonda. Sempre più spesso quando si tratta di progettare spazi si parla di neuroarchitettura, una disciplina che studia come la nostro corpo e la nostra mente reagiscono agli spazi che viviamo.

In questo articolo ci focalizziamo su una stanza in particolare, ecco una seria di consigli utili su come progettare il bagno ideale secondo i principi della neuroarchitettura.

Cos’è la neuroarchitettura e perché è importante anche per la progettazione del bagno

La neuroarchitettura ci insegna che il nostro cervello “legge” in continuazione tutto ciò che ci circonda: le luci, i colori, i rumori e persino la sensazione dei materiali sotto le dita. Se l’ambiente è disordinato, freddo o illuminato male, il corpo rimane in uno stato di leggera tensione. Se invece lo spazio è ben pensato, la mente si rilassa al primo sguardo.

Il bagno è la stanza ideale da cui partire: è l’unico posto della casa dove chiudiamo la porta, ci prendiamo del tempo solo per noi e cerchiamo un momento di benessere. Progettarlo secondo i principi della neuroarchitettura non è una questione di lusso, ma di benessere quotidiano.

La quattro caratteristiche principali di un bagno progetto secondo i principi della neuroarchitettura

L’illuminazione giusta

L’illuminazione cambia completamente il nostro umore. Per stare bene in bagno, l’ideale è evitare un’unica luce forte e fissa al soffitto (soprattutto sopra lo specchio), che crea ombre fastidiose e stanca gli occhi. Se di giorno abbiamo bisogno di luci più chiare, di sera meglio optare per un sistema di luci soffuse e indirette. La luce calda dice al cervello che la giornata è finita e ci prepara a dormire meglio.

Spazi dalle forme morbide e simmetriche

Il cervello umano ama le linee dolci. Gli spigoli vivi e le forme troppo rigide ci mettono inconsciamente in allerta. Quando scegli i sanitari, il lavabo, lo specchio o gli accessori, prediligi le linee curve, ovali o arrotondate: danno subito un’idea di accoglienza, sicurezza e morbidezza.

Colori e materiali

Scegliere tonalità ispirate alla natura come azzurro salvia, il verde chiaro, i toni della terra o il grigio morbido conciliano il relax. Guardare queste tonalità contribuisce ad abbassare il battito cardiaco e danno una sensazione di pulizia e pace. Anche la scelta dei materiali è fondamentale, per un bagno che ci aiuta a riconnettere con noi stessi. Usa materiali piacevoli da toccare come il legno, la pietra, superfici opache e asciugamani di cotone morbido. Toccare superfici naturali aiuta ad azzerare lo stress accumulato.

Piante e suoni

Progettare secondo i principi della neuroarchitettura significa anche usare tutto il potere della biofilia. Le piante aiutano a migliorare anche l’aria dell’ambiente bagno, come ad esempio felci, pothos o aloe vera che aiutano a stemperare l’umidità tipica di questa stanza. Un soffione per la doccia con “effetto pioggia” crea un suono costante che funziona come un rumore bianco naturale, capace di mascherare i pensieri della giornata.

Oltre la progettazione, c’è l’organizzazione dello spazio. Grazie all’utilizzo di contenitore da selezionare sempre in fibre naturali, è importante avere lo spazio necessario per organizzare i prodotti da bagno. Vedere decine di boccette, flaconi e tubetti sparsi sul piano del lavabo crea quello che i neuroscienziati chiamano “affaticamento visivo”: la mente lavora di più per ignorare il disordine. Usa cesti in fibra naturale, cassetti capienti o scatole chiuse per tenere a vista solo l’essenziale (un sapone profumato, una pianta o una candela). Tutto il resto va riposto nei mobili. Meno cose vedi, più la mente si riposa.

Conoscevi la neuroarchitettura?